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News della letteratura
Inibitori SGLT-2 e chetoacidosi nel diabete tipo 1
Tra le complicanze degli inibitori di SGLT-2 (SGLT-2i), il “fantasma” della chetoacidosi (eu)glicemica rappresenta una delle più temute, soprattutto quando l’utilizzo delle gliflozine è fatto off-label, cioè fuori dalle indicazioni di scheda tecnica.
Empagliflozin protegge i mitocondri del rene
Diversi studi hanno dimostrato l’azione nefroprotettiva della terapia con inibitori di SGLT-2 (SGLT-2i), tuttavia i meccanismi sottostanti non sono completamente noti.
Il progressivo declino del Filtrato glomerulare stimato nei pazienti con diabete tipo 2 anche in assenza di microalbuminuria
La nefropatia diabetica rimane clinicamente silente fino agli stadi evolutivi più avanzati. Gli stadi di compromissione moderata o grave della funzione renale vengono valutati mediante la stima del filtrato glomerulare renale (eGFR) e mediante il dosaggio dell’albuminuria.
Il calo di peso non sempre può far bene
Il calo di peso intenzionale è associato al miglioramento di numerosi parametri metabolici, tra cui pressione arteriosa, profilo lipidico e glicemia; infatti, la perdita di peso di almeno 5% è fortemente raccomandata dalle principali società scientifiche nei soggetti sovrappeso con diabete mellito tipo 2 (DM2).
Ci vuole fegato contro il diabete! Empagliflozin riduce la steatosi epatica e l’acido urico
Sempre maggiori evidenze dimostrano come la steatosi epatica non alcolica (NAFLD) si associ ad un aumentato rischio di sviluppare complicanze cardiovascolari e renali nel diabete mellito tipo 2 (DM2).
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